Cifosi: come trattarla a seconda delle età

Abbiamo già parlato della cifosi nell’articolo Cure per la Cifosi, oggi, però, approfondiamo il tema con un focus relativo alla cifosi patologica nelle varie età: nel bambino, nell’adulto e nell’anziano, analizzando i vari comportamenti da mettere in atto.

Accentuazione della cifosi dorsale: le disfunzioni in base all’età anagrafica
Le disfunzioni del rachide, caratterizzate da un aumento della fisiologica cifosi dorsale, possono anche essere suddivise in base all’età di comparsa, aspetto fondamentale per quanto riguarda:

  • lo sviluppo del rachide
  • l’evoluzione della deformità
  • l’inquadramento della patologia
  • la scelta del trattamento più corretto.

L’ipercifosi nell’età dello sviluppo

La cifosi patologica nell’età evolutiva interessa le vertebre ancora in fase di sviluppo e il persistere di un atteggiamento curvo del rachide dorsale può influenzare l’osteogenesi con conseguente rischio di deformazione a cuneo dei corpi vertebrali.

L’ipercifosi nell’età adulta

Durante l’età adulta, i viziosi atteggiamenti posturali assunti in maniera prolungata e costante durante l’attività lavorativa, o sollecitazioni di vario genere, come sforzi ripetuti o gravidanze, sono responsabili di sollecitazioni meccaniche che sovraccaricano i dischi intervertebrali e le articolazioni, con conseguenti deformità alla base dell’ipercifosi.

L’ipercifosi nell’anziano

Le forme di ipercifosi del paziente anziano sono, invece, conseguenza della fragilità delle trabecole ossee e si associano a un elevato rischio di sviluppo di fratture da osteoporosi anche in assenza di trauma.

Queste ultime forme di ipercifosi, compromettendo il mantenimento della stazione eretta, provocano alterazioni dell’equilibrio con rischio di:

  • fratture
  • facile affaticamento
  • costante e marcata sintomatologia dolorosa.

Come trattare l’ipercifosi nel bambino

Il trattamento delle alterazioni del rachide si differenzia, pertanto, oltre che in relazione alla tipologia e gravità della deformità, anche, e soprattutto, sulla base dell’età del paziente e, quindi, agli obiettivi che ci si pone.

Nel paziente in età pediatrica lo scopo del trattamento dell’ipercifosi è quello di evitare la progressione della curva e contenerla fino al termine dell’accrescimento.

Il raggiungimento di questi obiettivi necessita di un percorso articolato in vari step basato su uno specifico programma di rieducazione motoria e, nelle forme con deformità importanti, sull’impiego di un corsetto personalizzato.

Come trattare l’ipercifosi nell’anziano

Nel paziente anziano, in cui l’ipercifosi si associa ad altre deformità, spesso complesse, interessanti il rachide sul piano frontale e sagittale, gli obiettivi dei trattamenti sono differenti.

Innanzitutto, è fondamentale ridurre il dolore con il supporto di un’ortesi allo scopo di supportare la posizione eretta e garantire una maggiore autonomia nelle attività quotidiane.

In questa fascia di pazienti è fondamentale impostare:

  • una corretta terapia farmacologica
  • un adeguato e graduale programma riabilitativo
  • valutare l’impiego di dispositivi allo scopo di fornire un valido supporto correttivo e alleviare la sintomatologia dipendente dal sovraccarico.

L’importanza delle ortesi per contrastare l’ipercifosi

Indipendentemente dall’età, ci sono oggi numerose evidenze che documentano come i trattamenti conservativi, riabilitativi e basati sull’utilizzo di ortesi, siano fondamentali nel ridurre e correggere le deformità e migliorare, pertanto, la qualità della vita dei pazienti.

Studi recenti mostrano che l’utilizzo dell’ortesi per più di 6 ore al giorno rallenta la velocità di progressione della deformità vertebrale da 1,47° l’anno prima dell’utilizzo del busto, a 0,24° l’anno con il busto.

I trattamenti conservativi contro l’ipercifosi

I vantaggi dei trattamenti conservativi sono particolarmente evidenti nei pazienti che non presentano deficit neurologici, osteoporosi di grado marcato e deformità importanti per le quali non vi è indicazione chirurgica. In questi pazienti, poiché la postura è il risultato dell’interazione funzionale tra componenti biomeccaniche, afferenze del sistema nervoso e psicologiche, una corretta riprogrammazione posturale della colonna è parte integrante e fondamentale di un percorso complesso, che trova nella ginnastica correttiva e nel coinvolgimento attivo del paziente il suo cardine.

Metodo C.A.MO: trattamento contro l’ipercifosi

Attualmente una delle metodiche più diffuse per il trattamento dell’ipercifosi è il Metodo C.A.MO. (Centro Attività Motorie) che si basa sulla rimozione degli schemi motori e comportamentali alterati, allo scopo di ottenere un riequilibrio posturale mediante un programma di esercizi personalizzati sulla base delle diverse esigenze quotidiane, lavorative e sportive.
Un corretto programma riabilitativo deve innanzitutto dare priorità alla mobilizzazione della colonna e del cingolo scapolo-omerale e alla presa di coscienza e controllo sia del rachide che del bacino. Una volta perseguito un controllo posturale consapevole e adeguato, vengono introdotti in maniera graduale esercizi di rinforzo dei muscoli erettori del dorso e di irrobustimento dei muscoli della parete addominale, al fine di creare coordinazione tra i vari gruppo muscolari.

Questo tipo di approccio posturale organizzato in step successivi, riveste un ruolo fondamentale, oltre che per la correzione delle deformità, anche per la prevenzione primaria e secondaria attraverso l’esercizio correttivo e un adeguato stile di vita.

Quindi, ricordati che è fondamentale assumere una posizione corretta con la schiena in tutte le fasi della vita, perché un errore di postura da giovani si può riflettere in problematiche più complesse da anziani.

Speriamo che questo articolo ti sia stato utile! Alla prossima!